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L’inverno che non c’è: nel Piemonte senza piogge a rischio l’agricoltura

Samuele Giatti on May 2, 2022

Temperature sopra la media, fiumi in secca. La Regione alle prese con una delle più gravi crisi idriche degli ultimi 70 anni.

Qualche goccia d’acqua è arrivata, ma non sufficiente a risolvere la grave siccità che sta colpendo il Piemonte in questi mesi. I fiumi della regione sono ai minimi storici, al punto che dai letti - sempre più prosciugati - emergono reperti di un passato rimasto fino ad oggi nascosto dalle acque. Da frammenti di ponti romani, sempre più visibili (come nel caso della Sesia a sud di Vercelli) fino addirittura a resti di imbarcazioni e carri armati della seconda guerra mondiale, come quelli recuperati lungo il corso del Po, in Emilia.

Al di là della spettacolarità dell’evento, l’assenza d’acqua - tuttavia - espone l’economia del settore primario nella pianura padana ad una crisi senza precedenti. Qualcosa che non si è mai registrato, quantomeno nella memoria storica degli imprenditori agricoli del territorio e di chi, della gestione delle acque, ne ha fatta un’eccellenza internazionale, come l’Associazione Irrigazione Est Sesia, il consorzio che supporta attraverso la gestione delle infrastrutture irrigue un territorio che attraversa tre diverse province, a cavallo tra Piemonte e Lombardia. Ed è proprio dal consorzio che - senza eufemismi - a marzo viene descritta la condizione delle acque piemontesi:

Lo stato attuale delle disponibilità idriche, se perdurasse la situazione di estrema siccità in atto, non consentirebbe di pianificare sul breve periodo l’avvio delle attività irrigatorie in nessuna zona del comprensorio in questi giorni, le esigue risorse disponibili, sono oggetto di turnazione per eseguire bagnature d’emergenza per colture autunno-vernine che raramente hanno richiesto irrigazioni in questo periodo dell’anno.

Associazione Irrigazione Est Sesia

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Standard precipitation index (SPI) calcolato per il mese di Marzo 2022 (Credits: Bollettino Idromensile ARPA Piemonte, 04/04/2022)

Lo scenario descritto risulta evidente all’osservazione dei dati forniti da ARPA Piemonte nel bollettino idrologico mensile di marzo: tutti i bacini idrici della regione hanno registrato deficit di pioggia superiori al 70%, con picchi del 91% nel bacino del Ticino e dell’84% nel bacino del Sesia.

Dato che si traduce, secondo l’indicatore SPI normalmente impiegato per calcolare l’anomalia rispetto agli standard di precipitazione, in uno scenario di “siccità estrema” se si considerano unicamente gli ultimi tre mesi, o di “siccità severa” se si considera l’ultimo anno.

Un dato confermato anche dall’osservatorio europeo sulla siccità che, impiegando i dati raccolti dall’osservazione del nostro pianeta dallo spazio, fornisce un quadro dettagliato sulle condizioni del suolo. Risulta evidente, in particolare, come l’umidità del suolo - e quindi il suo contenuto d’acqua - siano fortemente sotto la media, a conferma di ciò che accade dopo un lungo periodo senza piogge.

Nei grafici riportati qui sotto, le aree di tonalità marrone, mostrano, nella decade indicata in basso a destra, mostrano valori negativi dell'indice Soil Moisture Anomaly Index (SMA), "che viene utilizzato per determinare l'inizio e la durata delle condizioni di siccità in agricoltura, che si verificano quando la disponibilità di umidità del suolo per le piante scende a un livello tale da influire negativamente sulla resa delle colture e, quindi, sulla produzione agricola" (Joint Research Centre, Global Drought Observatory). I quadrati di colore marrone scuro, indicano zone con grave siccità e la loro estensione è aumentata da febbraio ad aprile 2022.

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Soil Moisture Anomaly Index - Febbraio, Marzo 2022. (Credits: Joint Research Centre, Global Drought Observatory.)
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Soil Moisture Anomaly Index, Marzo - Aprile 2022. (Credits: Joint Research Centre, Global Drought Observatory.)
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Il fiume Sesia in secca, nei pressi di Palestro (18/04/2022) (Credits: Samuele Giatti)

L’ultimo anno caratterizzato da un’importante e prolungata siccità in Piemonte è stato il 2017,  ma - in quell’occasione - si è verificata nel periodo primaverile/estivo, lo scioglimento della neve accumulata nel corso dell’inverno sostenendo così le portate dei corsi d’acqua verso la pianura, dove le maestranze dei consorzi irrigui si occupano di amministrare al meglio le risorse disponibili. Quest’anno, purtroppo, non si registra una uguale disponibilità di accumulo nevoso.

L'Associazione Irrigazione Est Sesia, il cui comprensorio si estende per una superficie complessiva di 334.505 ettari tra Piemonte e Lombardia, con circa 100 mila di questi dedicati alla sola coltivazione del riso, commenta:

Nel 2021, dopo una primavera che ha destato preoccupazioni per le scarse disponibilità idriche, la stagione irrigatoria si è svolta più o meno regolarmente grazie alle piogge provvidenziali che si sono verificate nei mesi di maggior idroesigenza delle colture. La situazione attuale invece risulta particolarmente critica a causa delle scarse o nulle precipitazioni che hanno caratterizzato quest’inverno e inizio primavera.

Associazione Irrigazione Est Sesia

Ma il problema non è solo limitato a ciò che si può osservare con i nostri occhi: a subire gli effetti dell’assenza di piogge sono soprattutto le falde acquifere. Immensi depositi sotterranei che contengono le nostre “scorte” naturali d’acqua.

Il livello della falda freatica nel settore novarese del nostro comprensorio si attesta a circa 20 cm sotto al livello del 2021 e 40 cm più in basso rispetto alla media del periodo 2009-2020. In Lomellina la falda registra in alcune zone valori fino a 40 cm sotto il livello dello scorso anno.

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Una tendenza alla diminuzione già preoccupante da anni, a causa di una maggiore diffusione delle coltivazioni del riso “in asciutta” e che ora sta mostrando tutti i suoi pericoli. 

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Il fiume Sesia in secca, nei pressi di Palestro (18/04/2022) (Credits: Samuele Giatti)

Unitamente alle nevi, ai ghiacciai e ai laghi prealpini, la falda freatica - in queste zone - è un sistema globale di notevole dimensione, con una grandissima capacità di accumulo, un serbatoio spalmato in circa 500.000 ettari di comprensorio agricolo tra i fiumi Dora Baltea e Adda e stimato, recentemente, tra i 750 milioni e il miliardo di metri cubi d'acqua. Un magazzino prezioso la cui ricarica è molto lenta (sono necessari 30-40 giorni con le irrigazioni a pieno regime), proprio perché si basa su fenomeni di filtrazione attraverso il suolo, favoriti anche dalla coltivazione stessa del riso in sommersione.

La rete idrica, sviluppata nei secoli con la costruzione in primis del Canale Cavour e dei Navigli lombardi, fino ad oggi ha funzionato bene perché tarata su una richiesta spalmata nel tempo, che sfrutta la sommersione delle risaie più a monte per alimentare colature e fontanili più a valle, permettendo in pratica di riutilizzare la stessa goccia per bagnare più campi in posti diversi. Negli ultimi anni questo prezioso equilibrio è stato fortemente alterato dalle modifiche introdotte nella semina del riso e il periodo prolungato di siccità, come quello che si sta vivendo, non può che preannunciare una stagione irrigua fortemente deficitaria, se non sarà supportata da significativi apporti meteorologici. Al momento la situazione delle disponibilità idriche è allarmante e potrebbe diventare insostenibile con il proseguo della stagione irrigua dal momento che le scarse disponibilità idriche dai corsi d’acqua per l’irrigazione si ridurranno per effetto dell’obbligo dei maggiori rilasci a valle dei prelievi, a decorrere da inizio anno.

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Indicator for forecasting unusually wet and dry conditions for 3 months, March to May 2022. (Credits: Drought in northern Italy - March 2022: GDO analytical report - Joint Research Centre.)

Le prospettive per l’immediato futuro, tuttavia, non sono delle più rosee, come sembrano indicare i modelli previsionali dell’ECMWF - il centro meteorologico europeo. Secondo ciò che si anticipa per il periodo marzo-maggio 2022, il problema non sembra che peggiorare, con tempi di recupero che si prospettano molto lunghi e conseguenze, per ora, difficili da stimare.